Urike- Abbigliamento e candele sostenibili

La nostra ospite di oggi e' Giulia Mazzetti, che ci racconta del suo brand Urike. Nato come brand di abbigliamento naturale e sostenibile, offre oggi due capsule collection ma anche una sezione lifestyle, con delle candele che Giulia cola artigianalmente. Scopriamo insieme di più su di lei e sul suo brand!

Per iniziare, raccontateci qualcosa in più su di voi. Chi siete? Qual è la vostra storia?

Ciao! io sono Giulia la ragazza dietro Urike. Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Ingegneria Gestionale, ho iniziato a lavorare in Svizzera per un’azienda di moda. Questa esperienza mi ha fatto rendere conto di essere molto più interessata alla parte creativa del lavoro rispetto a quella tecnica ed ingegneristica. Allora ho lasciato tutto e mi sono iscritta ad un master in Fashion Design. Una volta terminato ho deciso di buttarmi in questa nuova splendida avventura chiamata Urike.

Come è nato il vostro brand e come è iniziata la vostra avventura?

L’idea di Urike e della prima capsule collection “This is not a white t-shirt” nasce a Settembre 2019. In quel momento ho iniziato a disegnare gli otto modelli di maglia ed insieme al prezioso aiuto di mia nonna ho cucito e realizzato i primissimi prototipi. Diciamo però che dall’idea alla realizzazione completa ci è voluto tempo, anche per colpa dell’arrivo del COVID, di conseguenza il sito e-commerce è stato lanciato solo il 9 Maggio 2020. A Novembre dello stesso anno ho aggiunto una sezione lifestyle al nostro sito, integrando la vendita di candele naturali profumate che colo io artigianalmente. Urike è il mio piccolo mondo dove mi piace sperimentare e far uscire tutto il mio lato creativo.

La sostenibilità è un valore su cui avete deciso di fondare il vostro brand. Cosa significa per voi sostenibilità e in che modo il vostro brand può essere definito sostenibile?

Per me essere sostenibili significa cercare di avere il minore impatto possibile sul nostro ambiente e allo stesso tempo un effetto positivo sulla nostra società. Avere il minore impatto ambientale possibile significa per me cercare di attuare scelte consapevoli nella selezione dei tessuti utilizzati, dei cartellini di collezione, delle etichette e del packaging del prodotto. Con Urike cerco quindi di rendere non solo il prodotto in sé sostenibile ma anche tutto quello che lo accompagna. Mentre quando parlo di effetto positivo sulla società mi riferisco a produrre in maniera etica, affidando la produzione dei capi a sarte locali che vengono pagate equamente per il lavoro svolto. Inoltre sempre considerando la sostenibilità sociale, mi piace anche poter appoggiare con il brand alcune associazioni che si occupano di specifiche tematiche a cui sono personalmente e particolarmente legata. Ad esempio, ad Agosto 2020 ho donato parte del ricavato delle vendite all’associazione Loto Onlus che si occupa della sensibilizzazione sul tumore ovarico.